CURIOSITA'. Mino Petrarca il 'talent scout' delle azzurre Anna Danesi ed Alessia Populini

RONCADELLE (BS). Quando vedi delle nostre giovani e brave giocatrici calcare i rettangoli della serie A, magari qualcuna vestire anche la casacca azzurra, ogni tanto ti fermi e pensi chi le ha scoperte e fatte crescere

Di Redazione | Giovedì, 22 Ottobre 2020 08:45

Mino Petrarca


È naturale che quando arrivano a certi livelli trovano fior di allenatori che, allenandole tutti i giorni insieme ad altre esperte campionesse, le fanno diventare tecnicamente e mentalmente più forti. Queste atlete, però, alla loro base hanno trovato qualche bravo allenatore che le ha scoperte e lanciate.

Chissà quanti tecnici abbiamo in giro che hanno avuto questo merito, ma non ci si ricorda di loro. Uno di questi l’abbiamo scovato quando, in terra bresciana, esattamente a Roncadelle ne aveva tirare su più di una, quindi vuol dire che questo è proprio bravo! Stiamo parlando di Mino Petrarca, tecnico pugliese ma bresciano d'adizione, di Roncadelle e due, delle sue tante scoperte, che ora conosciamo tutti, sono Anna Danesi, nazionale e militante nella Saugella Monza, e Alessia Populini arrivata quest’anno alla Igor Novara dal Club Italia.

Ci racconti i primi momenti che hai notato ed allenato Anna e Alessia?

“Anna ha iniziato perché aveva la sorella che già allenavo da anni. Sono il primo allenatore che gli ha lanciato la palla! Già da piccola si vedeva che era forte e portata per il volley. Giustamente dopo ha frequentato altre squadre, lontano da Roncadelle, quindi la crescita tecnica l’ha fatta con altri allenatori che gli hanno permesso di diventare una grande giocatrice. Questo ha dato lo stimolo ad altre ragazzine come Alessia. Lei, invece l’ho coltivata per più anni. Era piccola e magrissima, ma con una voglia enorme di continuare ad allenarsi. Se gli facevi fare dieci bagher lei ne faceva quindici! Aveva già una voglia e determinazione elevatissima”.

C’è stato qualcosa di tuo se sono diventate così brave?

“Spero di aver trasmesso la voglia di amare lo sport e la pallavolo in particolare. Bisogna poi avere doti fisiche, tecniche e mentali necessarie per portare le ragazze, in generale, a fare carriera. Fortunatamente loro due sono arrivate in serie A e spero che anche altre ragazze potranno fare il loro stesso tragitto”.

Hai, appunto, coltivato altre ragazze che, un domani, potrebbero far parlare di sé?

“In questo momento penso ad una Chiara Coccoli che adesso andrà nelle giovanili dell’Igor Novara”.

In A spesso le società preferiscono affidarsi a giocatrici straniere, di normale valore, piuttosto che dare fiducia alle nostre giovani. Cosa ne pensi?

“Questo è un tasto dolente anche se con il progetto valido di creare un Club Italia e le varie selezioni, per far crescere le nostre ragazze, i risultati si stanno vedendo. Molte giovani stanno arrivando in A. Abbiamo, poi, una nazionale giovane che ha la possibilità di diventare importante a livello mondiale”.

Poche parole per capire il significato di alcuni allenatori. Speriamo di scoprire o venire a conoscenza di altri tecnici, come Mino, che si sono fregiati di aver scoperto e coltivato futuri campioni.

 

Servizio a cura di Claudio Cornalba

 

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