CURIOSITA’. Ludovica Dalia tra passato e futuro: “Il periodo non è stato facile, contenta che il campionato sia ripartito”

ROMA. La forte regista, che oggi compie trentasei anni, analizza la sua lunga e vincente carriera e guarda al futuro

Di Redazione | Giovedì, 24 Settembre 2020 22:13

Ludovica Dalia

 

Umiltà e curiosità: due caratteristiche che da sempre contraddistinguono un’atleta che in vent’anni di volley italiano ha calcato il taraflex migrando un po’ in tutta la penisola e manifestando oltre alle sue spiccate doti tecniche anche quelle gestionali nei rapporti con le proprie compagne e con le diverse società e relativi staff tecnici con cui si è interfacciata. Stiamo parlando di Ludovica Dalia, classe 1984, origini calabresi ma nata e cresciuta nella Capitale, Roma, che ha mosso i primi passi nel volley che conta a partire dal 1999, allora quindicenne, in un campionato di B1 a Frascati.

“Credo che essere umili e al tempo stesso curiosi siano dei principi base della vita – esordisce Ludovica - talvolta mi ritornano in mente due frasi ascoltate ai tempi del liceo durante le prime lezioni di storia della filosofia, studiando Socrate e Aristotele; il primo con il suo motto di “Sapere di non sapere” che mi fa pensare che nella vita bisogna essere umili e consapevoli dei propri limiti, anche e soprattutto quando sei all’apice della forma e della tua carriera (nel mio caso ricoprendo non solo il ruolo di palleggiatore ma anche di capitano); il secondo – continua Dalia – riguarda il mio carattere personale di essere sempre favorevolmente portata a fare nuove esperienze, a conoscere (curiosa come sono) nuovi posti, con le proprie tradizioni e culture, e conseguentemente nuove persone, nuovi tecnici, nuovi dirigenti e soprattutto nuove compagne di squadra”.

In questo peregrinare “pallavolistico”, Ludovica ha sempre lasciato il segno, sia sul campo con le tante vittorie e purtroppo anche con qualche amarezza (ma in quest’ultimo caso anche le sconfitte rientrano nel novero delle regole di gioco) sia nei rapporti interpersonali che ne sono derivati: “Nella mia carriera ho avuto la fortuna di aver conquistato tante vittorie, ricordo principalmente le tante promozioni ottenute (dalla Serie A2 alla Serie A1), da ultima quella conquistata con la Volalto Caserta nella stagione 2018-2019), superando in finale la Zambelli Orvieto e riportando una squadra del Sud nuovamente nell’olimpo del volley nazionale (per me, calabro-romana) grandissimo motivo di orgoglio), così come ricordo indelebile è la conquista della Coppa Cev conquistata con la Robur Tiboni Urbino nella stagione 2010-2011 (le lunghe trasferte per raggiungere le nostre avversarie non in territorio italiano ma in Europa fino a raggiungere la fredda Russia), e ancora – continua come un fiume in piena - la conquista della final four di Coppa Italia con la Sanitars Metalleghe Montichiari, cenerentola tra i top team che si scontravano per conquistare la final four di Ravenna, ma che riuscì a battere la, già allora, “temibile fortezza” Imoco Conegliano”.

Proprio negli anni trascorsi in provincia di Brescia, a Montichiari, si rafforzano anche dei legami di amicizia che non si sono limitati solo a quel periodo e alla squadra di appartenenza ma che sono rimasti forti e si alimentano giorno per giorno anche nella sua vita attuale: “A Montichiari, tra me e le mie compagne di squadra (ricordiamo Carocci, Ghilardi, Tomsia, Alberti, Mingardi e Gioli, a cui sono molto legata, Scott, Sokolova a Castellana Grotte, Petrauskaite, Leonardi e Sansonna tra le compagne più forti) c’è sempre stato coesione, amicizia, condivisione. In particolare non posso fare a meno di citare la stretta amicizia (quasi come sorelle) con Simona (Gioli n.d.r), un’atleta che ha vinto tutto, con la nazionale e con i club, ma che come me ha sempre avuto l’umiltà (ricoprendo tutti i ruoli del sestetto) e la curiosità/meraviglia di non fermarsi mai davanti a qualsivoglia ostacolo”.

Infine un cenno anche alla “anticipata nonché amara” conclusione del campionato scorso: “Non è stata tra le migliori conclusioni, tutt’altro visto che di lì a poco ci siamo ritrovati tutti ad affrontare una pandemia. E chi se lo dimentica più: era l’8 marzo ed in seguito al Decreto Legge del Presidente del Consiglio,l a Lombardia con altre province di altre regioni del Nord Italia veniva dichiarata zona rossa. La nostra trasferta era proprio a Bergamo, città poiu fortemente colpita dall epidemia del covid-19. Malgrado le innumerevoli e continue richieste a Lega, Coni e Fipav da parte di noi giocatrici ,staff e società siamo state costrette a partire da Napoli alla volta del capoluogo lombarda. Tanta paura, disagio e insicurezza per noi come per tutte le altre squadre che si apprestavano a svolgere il consueto appuntamento domenicale della regular season che in quel caso non si portò a termine in seguito alla sospensione del campionato. Così nessuna gara fu disputata. La ciliegina sulla torta è stato, senza dubbio il rientro in Campania in quanto il Presidente di regione Vincenzo De Luca (che poi si rivelò uno dei protagonisti nella lotta al virus per quanto riguarda la sua terra) obbligava la quarantena forzata di 14 giorni per chiunque rientrasse dalle zone rosse, destando paure e ulteriori disagi. Insomma ora raccontarlo sembra un cortometraggio ma viverlo non è stato un granché, te lo posso assicurare, considerando anche tutto quello che è accaduto in seguito a livello Nazionale e mondiale”.

Oggi l’ingegnere Ludovica Dalia, continuando autonomamente ad allenarsi, nonostante un momento che lei stessa definisce di stand-by, ha sempre la valigia pronta, per poter ritornare a “quel momento in cui tutto attorno a te sparisce, quel momento in cui accarezzi la palla, quel momento in cui palleggi”. (cit. Valerio Vermiglio). “Credo anche che ci sia un tempo per tutto e malgrado la passione infinita per questo sport ritengo che sia giusto guardarsi intorno” prosegue.
Nel frattempo, godendosi ancora qualche giorno di relax, in questa partenza anticipata del massimo campionato di pallavolo, il pensiero di Ludovica, si rivolge al settimo giocatore in campo, i tifosi: “Nonostante il momento particolare del Covid, sono felice che il campionato sia ripartito -seppur con dei protocolli ridimensionanti - ma era giusto tornare a giocare e ad offrire un po’ di spettacolo. Un pensiero va ai tifosi , quelli che mi hanno seguito, mi seguono e seguono l’intero movimento pallavolistico: li vedo che fremono per tornare nei palazzetti a tifare le proprie beniamine! Siate pazienti , piano piano , con calma e la giusta sicurezza si tornerà a cantare e ad esultare. Vi abbraccio”.


Servizio a cura di Roberto Muliere


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