BALOO VOLLEY IN TOUR. Conosciamo Urbino, il trionfo europeo della Robur Tiboni

Eccoci pronti a raccontare un altro pezzo del nostro bel paese in questa occasione viaggiamo virtualmente nella regione Marche

Di Redazione | Martedì, 26 Maggio 2020 20:05

Vista panoramica di Urbino


Più precisamente a Urbino, comune di circa 14130, abitanti in cui si festeggia San Crescentino come santo patrono il 1 giugno. Fu uno dei centri storici del Rinascimento italiano di cui conserva l'eredità architettonica, nel 1998 il centro storico è patrimonio dell'umanità dell'Unesco, data la sua importanza alla città è ricordata nella serie di sculture del Vittoriano, opera dell'architetto Giuseppe Sacconi, dedicate alle 14 Città Nobili dell'Italia unita.

La città romana di Urvinum Metaurense divenne un centro importante durante le guerre puniche nel sesto secolo poi venne presa dal Bizantino Belisario (è stato un generale bizantino) togliendola ai Goti passò quindi sotto il dominio dei Longobardi poi dei Franchi. Il re dei Franchi Pipino offrì Urbino allo Stato della chiesa e attorno al 1200 cadde sotto il dominio dei Nobili che combattevano tra loro hotel vicino Montefeltro (è una regione storica che sì estende nelle Marche).

Questi Nobili non avevano diretta autorità sul comune ma esercitavano pressioni per la loro elezione a podestà (più alta carica civile nel governo dell'Italia centro settentrionale durante il basso medioevo) l'esponente di spicco dei Montefeltro fu Federico signore di Urbino dal 1444 al 1482 condottiero di successo diplomatico e patrono entusiasta di arti e letteratura prese il potere come figlio naturale di Guidantonio. Dopo la congiura e l'assassinio del figlio legittimo Oddantonio Federico mise mano ai problemi politici impellenti e cominciando così una riorganizzazione dello Stato Che prevedeva anche una ristrutturazione della città con impronta moderna tutti i suoi sforzi questi 40 anni di governo furono tesi A questo scopo e grazie Alle sue doti unite alla fortuna arrivò ad un soffio dalla piena realizzazione Cesare Borgia (cardinale politico e condottiero) duca di Urbino ed Elisabetta Gonzaga nel 1502 con la complicità del padre papa Alessandro VI dopo il tentativo di papa Medici Leone X di nominare il giovane Medici, duca di Urbino rimase parte dello Stato pontificio sotto la dinastia dei duchi della Rovere.

Costoro trasferirono la corta nella città di Pesaro così Urbino cominciò un lento declino nel 1523 che si sarebbe protratto negli ultimi decenni del XVII secolo a seguito dell'estinzione della dinastia della Rovere belle 1631 Papa urbano VIII incorporò il territorio di Urbino ai territori papali seguendo la volontà dell'ultimo duca Francesco Maria II che rimasto senza eredi aveva designato la Santa Sede a succedergli da allora lo Stato fu governato da un legato pontificio (suddivisione amministrativa dello Stato della chiesa).

Generalmente appartenente l'alta gerarchia ecclesiastica il XVIII secolo si aprì con l'elezione al soglio pontificio (1701) del cardinale urbinate Gianfranco Albani con il nome di Clemente XI per la città si aprì l'ultima grande stagione di splendore soprattutto sotto il profilo artistico culturale grazie al finanziamento di Papa Albani e dei suoi familiari importanti lavori di ristrutturazione i vari palazzi chiese e monasteri e fu promossa la nascita di una rinnovata manifattura artigiana inoltre il mecenatismo del papa e della sua famiglia si riflette sulle donazioni alla cattedrale e agli altri ent.

Durante la Seconda Guerra mondiale la città non subì alcun bombardamento grazie ad un segnale convenzionale posto sul tetto del palazzo Ducale solo durante la ritirata l'esercito Tedesco isolò la città con la distruzione dei collegamenti stradali e ferroviari il settore dell'Agricoltura è stato predominante fino agli anni cinquanta del ventesimo secolo poi ho lo spostamento delle campagne c'è stata la crisi del settore tuttavia agli inizi degli anni 2000 la campagna ha ricominciato a popolarsi.

Con la nascita di aziende cooperative di agricoltura biologica tra il XIX al XXI secolo ad Urbino furono presenti piccole attività come La filanda e le piccole attività connesse al consorzio agrario come la lavorazione dei bachi da seta e la Fornace di proprietà dello scrittore Paolo Volponi. Tra i prodotti tipici del territorio segnaliamo il prosciutto di Carpegna DOP (di origine protetta), un piccolo comune in provincia di Pesaro Urbino di circa 1600 abitanti tra i formaggi annoveriamo la caciotta di Urbino DOP di origine protetta formaggio realizzate sin dall'antichità era il formaggio preferito di Michelangelo e di Papa Clemente XIV.

Espressione della polisportiva Robur Tiboni, il club pallavolo partecipò per la prima volta a campionati della FIPAV nel 1990, partendo dalla C e nel 1994 approdò in Serie B2. Vinta la B1, nel 2002, il club marchigiano prese parte per la prima volta ad un campionato di serie A2 nella stagione 2002-03. Dopo diverse stagioni di militanza consecutive in serie A2 nella stagione 2009-10 fa il suo esordio in serie A1, tramite l'acquisto del diritto di partecipazione dalla Pallavolo Cesena. Nella stagione 2010-11 vince la Coppa CEV, battendo in finale la Dinamo Krasnodar; nella stagione 2011-12, dopo aver chiuso la regular season al terzo posto ed essere stata eliminata nelle semifinali dei play-off scudetto, guadagna la partecipazione alla prima Champions League nell'edizione 2012-13. Nel 2015 la società ha terminato l'attività agonistica.

 


BALOO VOLLEY IN TOUR

Per conoscere la prima parte di Baloo Volley In Tour. 1) Conosciamo Cremona, la città all'ombra del Torrazzo 2) Conosciamo Parma, i grandi successi della città Ducale 3) Conosciamo Reggio Calabria, la pallavolo sulla punta dello Stivale 4) Conosciamo Torino, il volley all'ombra della Mole 5) Conosciamo Matera, il forte legame tra la città dei Sassi e la pallavolo 6) Conosciamo Crema, città di cultura, cosmesi e pallavolo 7) Conosciamo Spoleto, la città nativa dello Zar Ivan 8) Conosciamo Castellana Grotte, faro della pallavolo nelle Murgie 9) Conosciamo Bolzano, i tesori pallavolistici tra le Dolomiti 10) Conosciamo Roma, come è nata la Città Eterna 11) Conosciamo Falconara Marittima, il volley sulle sponde dell'Adriatico 12) Conosciamo Agrigento, la pallavolo dalla Valle dei Templi 12) Conosciamo Catania, quando gli Scudetti parlavano siciliano 13) Conosciamo Treviso ed un'irripetibile storia pallavolistica 14) Conosciamo Santa Croce sull'Arno, l'orgoglio del volley pisano 15) Conosciamo Asti ed un volley tutto spumeggiante 16) Conosciamo Mantova, il volley decantato dal sommo poeta Virgilio 17) Conosciamo Orvieto, il volley nel segno Agricola Zambelli 18) Conosciamo Sala Consilina, il volley col nome di Antares 19) Conosciamo Bologna e la pallavolo secondo San Petronio 20) Conosciamo Montichiari, la tradizione del volley bresciano 21) Conosciamo Jesi, un decennio nel volley di vertice 22) Conosciamo Tortolì e la prima volta della Sardegna nel volley di serie A1 23) Conosciamo San Donà di Piave, quando il volley entra nella storia 24) Conosciamo Manerbio, storie di volley in provincia 25) Conosciamo Frosinone, poche ma intense stagioni nell'Olimpo del Volley 26) Conosciamo Romanengo, quando il volley (e non solo) colora la campagna 27) Conosciamo Vicenza, il volley progettato da Palladio 28) Conosciamo Bari, il primo tricolore del Sud Italia 29) Conosciamo Desenzano del Garda, il volley che ha sfiorato la promozione nei tornei nazionali 39) Conosciamo Reggio Emilia, la pallavolo che accende il Tricolore 40) Conosciamo Ancona, la pallavolo sulle sponde del Conero 41) Conosciamo Lodi, la pallavolo nella Città del Guerriero 42) Conosciamo Napoli, i miracoli della pallavolo secondo San Gennaro 43) Conosciamo Ariccia, gli Scudetti nei dintorni dell'Urbe 44) Conosciamo Pizzighettone, il volley sulle rive dell'Adda 45) Conosciamo Ornavasso, le Api del Volley italiano 46) Conosciamo Pesaro, il triplete a colori biancorossi delle colibrì

 

Servizio a cura di Marco Boldini

 

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